LE
BUCACCE FARM
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| IL LAGO DI
BOLSENA
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Il lago di Bolsena, con i suoi 114 kmq ed il perimetro di 43 km è il
maggiore del Lazio ed il quinto d'Italia, ed è, in particolare, il più grande
lago formatosi nel cratere di un vulcano spento. Una strada lunga circa 60 km lo
costeggia, ora rasente alle rive ora risalendo per i crinali, e offre sempre una
vista panoramica di grande suggestione. Ha due isolette nelle quali sopravvive
la macchia mediterranea mentre, sulle sponde, foreste di quercie e di castagni
si alternano a coltivazioni di vite e di ulivo. Le acque sono ricche di tinche,
carpe ed anguille, apprezzatissime queste fin dal tempo dell'antica Roma. La
zona fu abitata dalla prima età del ferro come documentano i resti di villaggi
villanoviani oggi sommersi dall'innalzamento delle acque. In epoca pre-etrusca
vi sorgeva il centro di Bisenzio e, più tardi, vi prosperò l'etrusca Vesna,
che divenne la latina Volsinii e l'odierna Bolsena, centro che da sempre ha dato
il nome al lago che in antico si chiamò proprio Lacus Volsiniensis. Il borgo di
Bolsena è medioevale, con strette stradine che conducono in salita al Castello,
eretto nel 1200, oggi sede del Museo Comunale. Da Bolsena, costeggiando il lago,
si giunge a Marta, anch'essa di origine medioevale, che sorge all'uscita del
fiume omonimo del lago. Vuole la tradizione che la Rocca, fatta costruire nel
1200 da papa Urbano IV, fosse realizzata con le pietre dell'antica Bisentium i
cui resti sono visibili non lontano dal nucleo urbano. Qui il 14 maggio si
svolge una singolare cerimonia detta Passione o Barabbata. L'origine di questa festa risale agli antichi culti di Cerere sostituita, in
epoca cristiana, dalla Madonna. Il termine Barabbata è forse dovuto alla
circostanza che un tempo i partecipanti, spesso ottenebrati dal vino, si
abbandonavano a vari eccessi. Altro importante centro che si affaccia sul lago
è Capodimonte che sorge su una piccola penisola. Nel 1500 a Capodimonte
soggiornò il letterato Annibal Caro, famoso per la sua traduzione dell'Eneide
di Virgilio, il quale dedicò alla località versi inneggianti alla sua amenità.
Due sono le isolette che affiorano dal lago, la Bisentina, a tre km da
Capodimonte, che prende il nome dall'antica Bisentium e la Martana, a 2,5 km da
Marta dalla quale prende il nome. La prima di proprietà privata, ha una ricca
vegetazione a macchia mediterranea, lecci e roseti. Vi sorge il palazzo Farnese,
attribuito anch'esso ad Antonio da Sangallo il Giovane. La Martana ha la forma
di una mezzaluna, parte del bordo di un cratere minore, ed è anch'essa verde
per alloro, ulivo e leccio. Il borgo medioevale è stato nel tempo abbandonato e
l'isola è oggi disabitata. La località è legata alla triste storia di
Amalasunta, figlia di Teodorico e regina degli Ostrogoti, che venne qui uccisa
per ordine del suo secondo marito e cugino Teodato, ansioso di regnare da solo
nel '534. Per molti secoli si è cercato il tesoro di Amalasunta che si dice la
sovrana avesse portato a Bolsena e sepolto prevedendo la sua triste fine. Ma
forse il tesoro è proprio sotto gli occhi di tutti in quel lago che
celestissimo, non è inquinato,fa da specchio alla luna in cielo ed alla fitta
vegetazione delle rive. E per godere di questo tesoro ci vengono incontro le
attrezzature turistiche, anche di tipo balneare, e di rotte di navigazione
lacustre.Il centro più grande che si affaccia sul lago è Montefiascone
e domina dall'alto dei suoi oltre 600 metri s.l.m. tutta la Tuscia, quasi da
ogni parte dell'Etruria Meridionale è infatti visibile il complesso della Rocca
e la grande cupola di Santa Margherita, una delle più grandi d'Italia. E non
dimentichiamo il vino EST EST EST che ha reso Montefiascone famoso nel
mondo.Altri centri che si affacciano sul lago, a nord-ovest, sono Gradoli
e San Lorenzo Nuovo.
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