LE BUCACCE FARM   
CAPODIMONTE (VT) ITALY
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CAPODIMONTE

 

Capodimonte sorge su un leggiadro promontorio situato sulla sponda meridionale del lago di Bolsena, il maggiore dei laghi vulcanici italiani.

L’antico abitato che circonda la Rocca farnesiana, la chiesa collegiata, il palazzo Borghese (oggi residenza comunale) e il palazzo Poniatowski detto il “palazzaccio”-si eleva a 335 metri S.L.M. e a 30 metri dalla superficie del vasto lago, offrendo una visione panoramica veramente suggestiva.

Capodimonte è l’erede legittimo dell’antica VESENTUM (Bisenzio), importante città umbro-etrusca, la cui vastissima necropoli ha ridato alla luce tesori d’arte dell’età neolitica, villano­viana, etrusca e romana. Sono da ricordare: la prima den­tiera d’oro, i primi sandali di le­gno snodabili, artistici bronzetti, preziosi vasi attici e corinzi, ricchi cinerari villanoviani e finissimi buccheri che ornano, oggi, le sale del Museo Preistorico Etnografico “Pigorini” e di Villa Giulia in Roma, di Firenze e di Viterbo. Distrutta l’etrusca Vesentum nel 280 a.c. rinacque la VISENTIUM romana che divenne fiorente “Municipium”. Fin dai primi secoli del cristianesimo fu elevata alla dignità di diocesi con propri vescovi fino alla sua distruzione, operata dai longobardi, verso la metà del secolo VIII e la sede della diocesi fu trasferita nella vicina città di Castro:

In seguito alla distruzione della città, la popolazione si rifugiò nei dintorni dando origine ad alcuni paesi circonvicini. Un gruppo si insediò nell’estremità del piccolo promontorio dando vita ad un “vicus” che fu il nucleo primordiale del paese di Capodimonte eretto a parrocchia nel 1102. Un altro gruppo preferì ricostruire le proprie case sulle macerie della città ed ebbe inizio così il Castello di Bisenzo, medievale.

Agli inizi del Xl secolo divenne Contea dei Signori di Bisenzo, un ramo della potente famiglia Aldobrandeschi di Sovana, che verso la metà del secolo XIII si impadronì del libero Castello di Capodimonte sottomettendolo al Comune di Orvieto per averne la protezione.

Nel 1369 Capodimonte passa alla sede vescovile di Montefiascone per volere di Urbano V.

L’anno 1385 segna l’inizio della Signoria dei Farnese in Capodimonte che divenne loro sede preferita fra tutti gli altri paesi del Ducato di Castro, di cui seguì le vicende fino al 1649, anno della distruzione della sua capitale: Castro. Passò quindi sotto la diretta dominazione della Chiesa fino al 1870 quando entrò a far parte del Regno d’italia.

La Magnificenza dei Farnese volle che sulla scogliera vulcanica dell’ameno promontorio, dove già esisteva il palazzotto dei Signori di Bisenzo, si alzasse maestosa l’ottagona, massiccia mole del palazzo - fortezza chiamata la “Rocca”, meta ambita dai ponte­fici Eugenio IV, Pio Il, Alessandro VI, Giulio Il, Leone X, Paolo III, Gregorio XIII, di sovrani, principi, artisti, personalità politiche italiane e straniere.

Annibal Caro, che vi dimorò a lungo quale primo segretario del nobile Pier Luigi duca di Castro, così volle esprimere la sua ammirazione:

“...Oh, quel Capodimonte è pur la bella cosa!”

La mole ottagonale del Palazzo Farnese fu fatta edificare da Pier Luigi il Seniore e restaurare dal nipote cardinale Alessandro ad opera di Antonio da Sangallo il Giovane tra il 1510 e il 1516. lI Sangallo dette miglior forma al cortile interno, costruì l’avancorpo che sorge alla testata del ponte levatoio, ora in muratura a due arcate, rinsaldò la struttura del­l’alta mole con spigoli massicci. Le quattro arcate classiche della facciata, formanti un magnifico loggiato decorato, furono in se­guito chiuse per metà allo scopo di formare un ampio salone. La mole grandiosa del palazzo fu recinta da potenti bastioni, muniti dì cannoniere formando tutt’intorno un magnifico giardino pensile.

Quasi addossata al palazzo farnese sorge la Chiesa Collegiata dedicata a S.Maria Assunta in Cielo, adorna di bellissimi stuc­chi e di un arco che la tradizione dei parroci vuole disegnato dal Vignola mentre questi attendeva alla costruzione della chiesa nella vicina isola Bisentina. Il quadro dell’altare maggiore rappresenta l’Assunzione di Maria SS.ma del Tiepolo. Tra le altre opere d’arte vi è una bellissima statua della madonna Assunta e il pregevole quadro di Maria SS.ma delle Grazie, attribuito alla scuola del pittore napoletano Sebastiano Conca.

Il turismo rappresenta ora una grande fonte di ricchezza. Le peculiari bellezze panoramiche del paese, la sua ridente spiaggia (circa 2 Km) certamente la più accogliente del lago di Bolsena, ombreggiata da una fila di alberi, il suo porto, le attrezzature sportive (tennis, pattinaggio, pallavolo, basket, calcio, calcetto, vela) sono di certo stimoli per un sempre crescente turismo, anche straniero.

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