Sulle
sponde del lago di Bolsena, sorgeva anticamente una città chiamata Volsinii,
ricca e laboriosa già prima degli Etruschi.
Fu conquistata dai Romani nel 264 a.C., grazie ai quali, comunque,
visse un lungo periodo di splendore, in parte dovuto al passaggio
della via Cassia, l'importante via di comunicazione con Roma e la
Toscana.
La via Cassia, però, favorì anche il passaggio degli invasori che
sottoposero la città a continui saccheggi finché Adriano IV
non fece costruire forti mura di protezione, affidando il feudo alla
protezione dei Monaldeschi della Cervara.
I Monaldeschi, però, vennero cacciati dai bolsenesi per la troppa
prepotenza e la città passò in mano a varie signorie tra cui i Dé
Medici.
Sotto la guida di Giovanni de Medici, figlio di Lorenzo il
Magnifico, la città riprese a vivere; vennero costruiti nobili
palazzi e migliorato l'assetto urbano. La città passò poi in mano
ad una figlia di Paolo III Farnese, sotto la quale Bolsena raggiunse
quella tranquillità che solo i Farnese riuscirono a dare
dopo secoli di sanguinose vicende.
Tra
i monumenti da vedere:
Basilica
di S. Cristina, XII sec.
 |
Chiesa di S.
Cristina:
fu eretta nel XI sec. e più volte restaurata. All'interno si apre
uno scenario emozionante, altari, nicchie, cappelle, quadri, tele,
affreschi e sculture di varie epoche e di raro interesse storico.
Immagini che rievocano momenti storici riguardanti la vita di
S.Giorgio e S.Cristina patroni della città.
Nella cappella del miracolo sono venerate tre delle famose pietre
bagnate dal sangue del miracolo.
Nella grotta, ricavata durante il taglio delle catacombe nel IV
sec., è custodito l'altare del miracolo dove giace la pietra con le
impronte della santa che, secondo la leggenda, sorresse il suo corpo
nel lago. Da qui si accede al sepolcro di S. Cristina e alle
catacombe, i cui reperti rinvenuti sono esposti nella cappella di S.
Leonardo.
Orario: estivo 7.00-12.30, 16-20, invernale 7.00-12.30, 15-18.
Catacombe di S. Cristina: dalla chiesa di S.Cristina si
scende nelle catacombe dove sono conservati loculi con tracce di
pitture.
Orario estivo: 9-12.30 15-19, invernale, 9-12.30 15-17.30.
Per informazioni Tel. 0761-799067
Chiesa di S. Francesco: eretta nel XIII sec., ma le originali
forme romane, furono successivamente sostituite da un restauro
gotico, come dimostra il particolare portale.
Castello Monaldeschi: l'imponente maniero del XII sec. sorge
sulla sommità del paese domina l'abitato e l'intera valle del lago.
Un baluardo, testimone di secoli di avvenimenti storici.
Zona archeologica: a circa 1 km dal paese, l'antico abitato
romano ben conservato.
Palazzo del Drago: edificio di epoca rinascimentale di
elegante architettura toscana.
Bolsena deve la sua notorietà nel mondo ai
I
Martiri di Santa Cristina.
Intorno al III sec.,
fu teatro di un evento unico al mondo. In quegli anni, il terribile
Diocleziano perseguitava i cristiani e nella città di Bolsena
faceva rispettare le sue leggi dal prefetto Urbano, padre di
Cristina, la quale si prodigava al culto della religione cristiana
donando i sui averi ai poveri.
Quando il padre la scoprì la sottopose a crudeli punizioni ed
orride torture con la ruota, la macchina che spezzava le ossa e
smembrava le carni, ma durante le torture le braci ardenti si
rovesciarono sui carnefici uccidendoli. Urbano, allora, la fece
gettare nelle profonde acque del lago legata ad una pesante pietra,
ma invece di portarla negli abissi la pietra la sorresse.
Dopo la morte di Urbano il martirio di Cristina fu continuato con
altrettanta ferocia da altri persecutori che persero la vita durante
le torture per ritorsione del male.
Solo quando le fu trafitto il cuore Cristina morì, dopo
interminabili torture. Benché profondamente crudele, la leggenda di
S.Cristina, patrona dei bolsenesi, è ricordata con profonda
commozione.
Il
Miracolo di Santa Cristina
Nel 1263 accadde un avvenimento straordinario, famoso in tutto il
mondo: nella grotta di S.Cristina, mentre un prete boemo celebrava
la messa, spezzò il famoso pane azzimo dal quale iniziò
miracolosamente a sgorgare del sangue che bagnò il pavimento e
l'altare.
Il miracolo venne consacrato da papa Urbano IV con la festa del
Corpus Domini, ispirando Raffaello negli affreschi delle stanze
Vaticane.
Bolsena
si trova sull'asse viario della Via
Francigena
lungo il
tracciato proveniente da Canterbury, passando per Acquapendente, i
pellegrini scendevano a Viterbo per dirigersi a Roma.
|